Fragilità 4.0. Nuova educazione cercasi. L’impegno dell’AIMC

Dobbiamo aver paura dei nuovi strumenti digitali? O dobbiamo convivere con essi? Sono protesi di cui non si può fare a meno o diventano utili strumenti per l’insegnamento a scuola? E, soprattutto come la scuola è cambiata o può cambiare dopo la pandemia? Infine, quanta parte hanno gli insegnanti nell’educare e nell’istruire i giovani al corretto uso della nuova tecnologia?

In piedi, il presidente provinciale AIMC Maria Grazia Ortenzi

Tante le domande che i “maestri cattolici” hanno indirettamente posto ai due relatori: Lorenzo Lattanzi e Marilena Sansoni, domenica 22 maggio a Porto San Giorgio.

Dopo il saluto della presidente provinciale dell’AIMC Maria Grazia Ortenzi, che ha ringraziato il presidente regionale Massimo Altobelli e la “padrona di casa”, la dott.ssa Daniela Medori, sono iniziate le relazioni introdotte da due frasi di personaggi celebri quanto diversi: Papa Francesco, con il suo: «Siamo in un cambiamento d’epoca e non in un’epoca di cambiamenti», e Lady Gaga: «Dimmi una cosa, ragazza/sei felice in questo mondo moderno?/ O hai bisogno di più/ C’è qualcosa che stai cercando?». Il titolo del convegno era già una proposta: Innova-menti. E cioè: innovare, sperimentare, ricercare, esplorare insieme nuovi modi d’imparare. Il prof. Lorenzo Lattanzi, presidente regionale AIART si è avvalso di numerose slides sottolineando che i rischi dei nuovi mezzi ci sono, che la complessità è notevole, ma l’affronto è necessario soprattutto “riorientando lo sguardo”, andando al fondo, tenendo presente i desideri del minore. La seconda relazione è stata affidata alla dott.ssa Marilena Sansoni, Phd Human Sciences-Education dell’Università degli studi di Macerata. «Se da un lato le circostanze hanno puntato i riflettori su una serie di incrinature insite nel sistema – ha affermato – dall’altro hanno agito come catalizzatori di cambiamento: saper utilizzare ed integrare la tecnologia alla didattica con senso critico e responsabilità attraverso una configurazione originale della presenza». Trovare dunque nuova modalità di approccio, con un invito da parte di entrambi i docenti a non aver paura e, riprendendo il sottotitolo dell’incontro, a “ripensare come e cosa insegnare in una scuola condizionata dalla pandemia”. Un impegno di tutta la scuola, di tutte le sue componenti, per crescere cittadini capacità di un giudizio.

Sotto le volte dell’auditorium “Rosselli” è risuonata una frase/presagio di Nelson Mandela: «Non ci può essere rivelazione più vera dell’anima di una società del modo in cui tratta i suoi figli». Come li trattiamo? Come ci trattiamo?

Adolfo Leoni, mercoledì 1 giugno 2022

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