Lettera di una professoressa: ogni ragazzo è un genio a modo suo

Le auto non sfrecciano più per le strade di Fermo, spesso in ritardo sulla campanella d’ingresso a scuola. Gli autobus non scaricano frotte di ragazzi dagli zaini pesantissimi (ve la ricordate la campagna contro il peso eccessivo che procurava anche scoliosi? Dimenticata. Gli zaini sono ancora più gravosi di prima. Pantomima italica). La scuola è finita. Ci si rivedrà a settembre. In alcuni istituti fermani, i ragazzi, l’ultimo giorno, hanno indossato una maglietta bianca per poi riempirla delle firme dei compagni. Le porteranno in dosso e nella mente. Hanno compiuto un gesto modernissimo e, inconsapevolmente, antichissimo. Si racconta che il grande missionario Francesco Saverio, partendo per l’Asia, si cucì all’interno del saio le firme dei suoi confratelli che lasciava: un modo per averli sempre con sé.

Qualche insegnante ha portato gelati l’ultimo giorno. Per un saluto e un abbraccio ideale. Qualche altro ha parlato di lavoro nell’ultima lezione. Uno ha scritto. Ma non ai suoi studenti. Ha vergato a mano un foglio indirizzato alle famiglie. Lo trascrivo: «Cari genitori, in questi giorni state per ricevere le pagelle dei vostri figli. Ricordate, però, che tra questi alunni c’è un artista (sottolineato, ndr) che non capisce la matematica, un matematico (sottolineato, ndr) a cui non interessa la storia, una sportiva (sottolineato, ndr) che non ama l’inglese. Se le schede non dovessero rispecchiare le vostre aspettative, non fatene un dramma, i vostri figli faranno ugualmente grandi cose nella vita. Ognuno di loro è genio a modo suo, hanno solo bisogno di essere spronati ed incoraggiati. Buona estate». Un professore in pensione raccomanda ai giovani colleghi d’ impegnarsi per ricostruire rapporti tra generazioni, dove i ragazzi guardino il futuro scrutando il passato dei vecchi. Vecchio, non anziano, perché, per dirla con Paola Borboni, il buon vino rosso è quello vecchio, non quello anziano.

Un’altra docente, citando il libro “La bellezza disarmata”, e rivolgendosi a colleghi, genitori e agenzie, ha aggiunto: «L’educazione è la grande sfida che tutti abbiamo davanti. Non per niente si parla di “emergenza educativa”. Educare è sempre stato decisivo per introdurre alla vita le nuove generazioni». Va rotto, insomma, quel “misterioso torpore” di cui scriveva Pietro Citati su La Repubblica. Ridare energia positiva ai ragazzi, perché “Ognuno di loro è genio a modo suo”.

Adolfo Leoni, giovedì 9 giugno 2022

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