“Le Margherite” di Montefalcone Appennino

Se stendete un braccio, vi sembrerà di toccare il monte Vettore e quello dell’Ascensione. Girandovi, sarete sotto all’incombente rupe di Montefalcone Appennino, immagine diversa dalle consuete. Mi sto dirigendo verso una country house. Risalgo contrada Faveto che prendo dalla Valdaso, dopo aver lasciato la vicina Comunanza È stata battezza come “Le Margherite”, probabile che a maggio ce ne siano molte che fanno tappeto. Quelle che mi colpiscono invece sono le farfalle, tante, di colori diversi, che sembrano danzare intorno ad un ricchissimo cespuglio di lavanda, colori incredibili dell’insetto e del fiore!

Marica Ubaldi mi attende dinanzi al cancello della casa portata a nuovo, prevale il giallo oro delle pareti. Originaria di Comunanza, studi universitari di economia finanziaria, dopo un periodo fuori dalle Marche è tornata nella sua cittadina e ha preso in mano la vecchia casa dei nonni. Nonna Mafalda e nonno Giuseppe erano agricoltori, possedevano un appezzamento di terreno e un’abitazione. Marica ha fatto due più due: c’è un po’ di terra, c’è una struttura, c’è un paesaggio invidiabile, c’è una richiesta di buona vita, perché non provare con una country house? E così nasce, nel 2016, la residenza “Le Margherite”, con due appartamenti e una camera, per l’ospitalità totale di 13 persone.

Quest’anno, per dare un servizio in più, è stata costruita una grande piscina. I clienti del nord Europa la chiedono e Marica risponde. Adesso, con luglio, arrivano i norvegesi. Anche agosto è opzionato. La Country funziona anche per gruppi in occasione di feste come il Natale.

Marica Ubaldi

Facciamo un giro. Primo piano: tipico appartamento anni Sessanta, con pavimento dai motivi che sembrano coriandoli. Piano terra: camere e veranda comune. Più sopra insistono ulivi ordinati e un frutteto anch’esso molto ordinato.

Sono a servizio dei clienti. Una parte della frutta, specie le pesche settembrine, diventa confettura. Il laboratorio ancora non c’è, ci si appoggia, in attesa di aprirlo, ad una azienda della Valdaso. Tutto è armonico. Una mano arriva da mamma Luciana, che cura i gatti e pure i gerani e altri fiori, e da babbo Luciano che sovrintende al giardino.

Vicino al gazebo, che sembra di legno ma è di cemento, sorge una vecchia struttura per maiali e colombi.

Nel tempo diventerà ben altro. Così come trasformato sarà il grande fienile venuto gìù dopo l’enorme nevicata del 2017. «Faremo un passo alla volta» afferma Marica, come è nella tradizione contadina. Le auguro successo. E immagino come sia rilassante qualche giorno tra le margherite.

Adolfo Leoni, venerdì 1 luglio 2022

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