Amedeo Grilli. Per non scordare l’uomo, la sua professionalità, il senso del bene comune

Non si sparirà dalla memoria, se la memoria verrà coltivata e alimentata. Ci sono fatti di vita che sono testimonianze positive, riferimenti che oggi, più che mai, servono da bussola.

Scrivo questo pensando all’ing. Amedeo Grilli, morto sabato 29 ottobre. Ho atteso qualche giorno per farlo, il tempo per una maggiore lucidità dopo l’emozione del momento.

Due immagini soprattutto, tra le tante, tornano alla mente. Una cena a tre (lui, il dr Sandro Totti, il sottoscritto), a Montefalcone Appennino, nell’osteria “Da Quintilia”, per parlare della nostra Terra di Marca, di quanto le occorresse, e poi dei furti d’arte compiuti dall’esercito napoleonico, dell’insorgere del popolino dinanzi alla prepotenza dell’invasore. Ne scaturirono due convegni internazionali a Servigliano. Momenti di alta cultura e di attrattiva turistica.

La seconda immagine è un articolo pubblicato sulla rivista Il Gusto della Vita. L’ing. Grilli sosteneva che la cultura dovesse entrare nel quotidiano, toccare anche l’economia. Si discuteva di come la Cinta senese fosse divenuta traino per la Toscana. Lui produsse un articolo che, riferendosi ad un dipinto del Pagani per una chiesa di Sarnano, sottolineò che anche i nostri maialini avevano la fascia bianca: Cinta fermana, dunque possibilità attrattiva per le nostre contrade.

Poi, è arrivato il ricordo del comune amico Lando Siliquini, che val la pena di riferire. Da neo presidente dell’ATO 5 (anno 2002), Siliquini dovette «affrontare l’ultradecennale questione del depuratore di Salvano, per la realizzazione del quale erano stati spesi oltre 10 miliardi di lire (5 milioni di euro al cambio, ma l’equivalente “di fatto” degli attuali 10 milioni di euro!), con l’opera rimasta ferma e inutilizzabile da diversi anni. Tra l’altro, la presenza dell’incompiuta dava adito a timori tra i residenti circa improbabili scenari di degrado, con malumori che sfociavano in manifestazioni di forte protesta». L’ex sindaco di Montefortino, insieme al CdA, affidò all’ing. Grilli «il gravoso compito di rendere idoneo e operativo il depuratore stesso». L’ATO 5 impegnò un milione di euro. «Il risultato straordinario – ricorda Siliquini – fu che dopo pochi mesi il depuratore, tanto a lungo trascinato da divenire in parte obsoleto, venne inaugurato e attivato con le moderne tecnologie, senza provocare contestazioni e con una spesa di poco superiore ai 300 mila euro ovvero pari solo a un terzo di quella prevista e impegnata!». Serietà, affidabilità, bene comune.

Adolfo Leoni

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