Le Perle preziose del Patriota cosmico

Gli amici lo conoscono come il Patriota cosmico, ecosì si firma,sicuramente perché la sua bussola è Chesterton che ama alla follia. Come un po’ folle appare anche lui. D’altronde è un francescano. D’altronde è padre Roberto Brunelli, occhi azzurri, occhiali rotondi, selva di capelli. Tutto spirito e corpo, Gesù e Gilbert Keith, che non sembri una blasfemia. Padre Roberto è sempre una sorpresa. Come quando pubblicò un libricino, proprio mignon, dal titolo “Omelie per birrerie con terzine per Cantine”. Ne parlammo. Come quando curò la “Summa chesterteologica”, con sottotitolo: “Pensieri su Dio. La chiesa. Gli eretici e le salsicce”. Da far accapponare la pelle ai tradizionalisti e strabuzzare gli occhi ai progressisti. O come quando curò “La Sfera e la Croce”, “L’Osteria volante”, “La famiglia Regno della libertà”, etc. etc.

L’abbiamo sorpreso giorni fa dinanzi ad una pastasciutta e un boccale di birra. Sorridente, pacifico e pacificato. Il giorno dopo ci arriva un altro suo lavoro. Verrà editato entro giugno. In copertina si legge “Perle Preziose o il meno romantico Testi Tosti per animi maldisposti”. È scritto proprio così come riportato. Di che si tratta? «Di una antologia di 365 pagine – spiega fra Roberto – di grandi autori che colpiscono al cuore, se batte ancora, e al cervello, se non è caduto. Dedicata a genitori e animatori, per aiutarli a scuotere i giovani più svogliati (soprattutto se stessi)».

E chi sono questi grandi autori? «Bernanos, Biffi, Bloy, Chesterton, Cabasilas, Cave, Clementi, Dostoevskij, De Lubac, D’Avenia, Eliot, Ferretti, Ghika, Hadjadi, Havel, Hello, Kolbe, La Pira, Marshall, Miriano, Merton, Nembrini, Newman, O’Connor, Orwel, Rosini, Sinjavskij, Soloviev, Solzenicyn, Thibon, Weil». Come dire: la cultura cattolica non è morta. È solo più silente. Ed allora, il Patriota cosmico le fa ritirare su la testa, passando dall’Ottocento al contemporaneo duemila, dai russi agli inglesi ai francesi agli italiani. Non s’arrende il Patriota cosmico. Fa come l’archeologo: studia, ricerca, scava, riporta alla luce. E propone… a noi maldisposti.

«Ho alla mia destra nella scrivania uno scanner, – verga padre Brunelli nella prefazione – come Athos la sua spada. Nessuno ironizzi sul fatto che ho scelto il più ubriacone tra i moschettieri. Dopotutto Porthos è un nome ancora più alcolico. Se leggendo m’imbatto in una bella pagina, subito con una passata di luce la infilzo e la trasformo in testo da condividere su quel social per anziani a cui sono iscrittto da molti anni…». E scatta poi un libro. E prima di tutto la resistenza e la ricostruzione.

Adolfo Leoni, sabato 18 giugno 2022

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