Vita da sindaci. Giovanni Palmucci da Monte Giberto

Giovanni Palmucci, 60 anni, pensionato, sindaco di Monte Giberto, eletto con la lista Insieme per Monte Giberto.

Vita da sindaco: quant’è impegnativa?

  1. 24. Le responsabilità sono numerose: dal terremoto, alle nevicate, dalle frane al cielo stellato.

Cioè?

Siamo stati 48 ore a guardare il cielo perché allertati dalla Prefettura in merito alla navicella cinese cadent. Per dire che dobbiamo star dietro a tante cose.

Palmucci
Il sindaco Palmucci

Soddisfazioni?

Vengono quando diamo risposte ai cittadini. Poi, sono soddisfatto dei dipendenti comunali. Sono sei, tra quelli in convenzione e fissi. Gran lavoratori.

Emergenze?

La viabilità. Intendo le strade vicinali. Quelle comunali, grosso modo, riusciamo a tenerle in ordine. Ma quelle vicinali sono veramente un grosso problema. Il comune partecipa con una quota parte alla sistemazione, il resto dovrebbero farlo i privati. Non si riesce più. Gli interventi dovrebbero essere massicci perché negli ultimi anni le frane sono diventate rovinose. Quasi catastrofiche. Ce n’è una che risale ad anni fa, e non riusciamo a risolvere.

Abbiamo segnalato alla Regione, ma senza successo. Altro problema è la situazione arborea lungo le strade provinciali. Pericolosissima. Mancano interventi da parte della Provincia. Mi rendo conto della situazione in cui versa l’ente provinciale, che non ha risorse. Però… La situazione della viabilità vale per tutto il territorio, occorrono investimenti significativi.

Personalmente mi sono impegnati per la soluzione del fiume Ete, cercando di coinvolgere tutti i sindaci dei comuni che vi si affacciano. Già pulire l’alveo, tagliare le piante sarebbe già un risultato. Un tempo la gente andava lì, faceva legna e se la portava a casa. Oggi, purtroppo, con il tarlo che rode quegli alberi, non accade nemmeno più questo.

Al comune di Monte Giberto non occorrono grandi risorse, con poche decine di mila euro riusciamo a sistemare le strade comunali e partecipare alla sistemazione di quelle vicinali.

Spopolamento?

La fase peggiore s’è fermata. Però non c’è incremento demografico. Il centro storico è molto penalizzato. Ci sono case disabitate. Anni fa avevo pensato di confiscare le abitazioni lasciate in semi-abbandono. Davo un termine per intervenire altrimenti avrei proceduto. Mi ero ispirato alla proposta di Sgarbi lanciata a Salemi. Poi, mi sono documentato e consigliato, e mi sono fermato. Tanti proprietari vivono all’estero. Sarebbe stato molto complicato rintracciarli, coinvolgerli. Poi tante sono le proprietà comuni.

Attività produttive?

Non siamo messi male. Ci sono diverse attività artigiane, specie edìli e idrauliche, tre grandi e importanti aziende, e alcune attività ricettive. La gente lavora. Abbiamo anche una Casa di risposo, quotata, con 68 ospiti. La Pro Loco funziona bene. Sono presenti anche alcune Confraternite. Debbo dire che i cittadini sono molto collaborativi. Certo, non mancano i critici, come è giusto che sia. La critica fa crescere.

La mia amministrazione e quelle precedenti hanno lavorato per la riqualificazione del centro storico, e si vede. Il 24 giugno prossimo riaprirò la chiesa comunale di San Giovanni Battista. Vorrei sottolineare che abbiamo 13 punti di rilievo (telecamere) sul territorio, anche in  campagna, per far sentire gli abitanti più protetti. Mi piacerebbe una maggiore partecipazione dei giovani con proprie proposte.

Con Ponzano di Fermo abbiamo una collaborazione sui servizi. Ci siamo incontrati anche con altri sindaci per verificare la fattività di eventuali fusioni. Riscontro il favore dei giovani, qualche difficoltà invece da parte dei meno giovani.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, mercoledì 11 aprile 2018

 

 

 

 

 

 

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