LE BOTTEGHE. Funari a Servigliano: bottega, salumifico e country house

Una bottega, un salumificio, una country house. L’ordine non è questo ma poco importa.

Inizio dalla bottega, che verrebbe seconda nell’ordine. Come sempre accade di raccontare, è una di quelle che attirano il cliente per un fascino tutto suo. Sono a Servigliano, nella piazza principale costellata di piazzette minori. Qui, dal 1982, s’affaccia la Macelleria Funari, nata come tale ma trasformatasi poi in bottega, e di quelle dal sapore gustoso in ogni senso.

Mi accoglie Luca Tomassetti. Lui è un collaboratore. Sta lavorando nella cella frigorifera. Alle pareti sono appesi in bell’ordine e perfetta distanza geometrica prosciutti invitanti. Il legno rende il locale più accogliente. Attendo Pasquale Smerilli. È lui che gestisce il negozio con l’aiuto, di tanto in tanto, di sua moglie: la signora Vincenza Funari. Funari! Ecco il cognome che lega i tre ambiti di cui scrivevo all’inizio. E se inserisco anche il nome: Romolo, il gioco è fatto. Il conosciutissimo ed amato Romolo Funari, scomparso da poco, è stato all’inizio del salumificio, della bottega e della Villa che prende il suo cognome. Ma andiamo per gradi. La bottega è come la piazza: quasi un quadrato: un lato è quello dell’ingresso e della cassa; a destra c’è la postazione dei salumi: prosciutti, dicevamo, e poi salami, ciabuscoli, lonze, pancette; ed ancora: galantine, lombi e tacchini arrosto. Il tutto prodotto e preparato dai Funari. La parete di fronte è occupata dalle carni provenienti dagli allevamenti locali. La parete di sinistra espone paste del territorio: La Regina dei Sibillini (Montefortino) e Casoni (Sant’Elpidio a Mare). Ci sono poi i formaggi, alcuni dei quali di provenienza ascolana. Dal soffitto penzola una tavola che recita: Il formaggio pecorino è la droga del povero contadino. Infine, la proposta dei vini. Immancabile il Dezi di Curetta, il Casale Vitali di Montelparo e il Lucchetti di Ancona.

Luca Tomassetti

Il sig. Smerilli indossa un grembiule bianco con la scritta: Salumi come salute. Buon lavoro, gli auguro, e passo al salumificio. L’antica salumeria fu iniziata da Romolo Funari nel 1952. Sorse come aziendina di famiglia per poi ingrandirsi gradualmente senza perdere mai le caratteristiche del buon artigianato di qualità. Terzo passaggio: Villa Funari che sorge lungo la strada che porta a Curetta, su un colle che domina Servigliano. Era un’abitazione gentilizia immersa nel verde. Venne costruita alla fine del 1800. È stata recuperata con attenzione diventando ristorante e country house. Diverse sono le sale disposte su più piani sfalzati, dove si può apprezzare piatti di qualità valorizzati dalla cucina tradizionale. La Country house invece dispone di sei camere i cui nomi riprendono quelli dei rioni del torneo di Castel Clementino (l’antico nome di Servigliano): Castel Clementino, Porta Marina, Porta Navarra, Porta Santo Spirito, Paese Vecchio e San Marco. A pochi passi dalla villa sorge una dependance il cui ingresso è ingentilito da un pergolato ricco di piante e fiori.

Economia circolare dunque: dai salumi alla bottega sino ai piatti del ristorante. Buon… tutto, allora.

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