Le Idee degli Altri. Da Smerillo uno sguardo alla Terra di Marca. Cultura e turismo, secondo Antonio Vallesi

Antonio Vallesi, agronomo, imprenditore agricolo, sindaco di Smerillo: il paese più piccolo del Fermano. Il rapporto con la terra, con l’humus (da cui deriva umiltà) gli ha dato quel sàpere latino (sapore delle cose) che nasce dall’osservare il ciclo e i tempi della natura; l’amministrazione di un alto borgo gli ha conferito uno sguardo a 360 gradi sulla Terra di Marca. Sarà poi l’aria buona, Vallesi riesce sempre a guardare in prospettiva, con delle intuizioni che non tiene per sé ma condivide con chi, tra i colleghi, non s’arrocca nel proprio super-io. D’altronde, il senso di comunità a Smerillo è ancora forte. E l’esistenza di una delle ultime comunanze agrarie la dice lunga su questo comune, sulla sua gente, sui suoi primi cittadini.

#guardiamoavanti, dunque, sindaco. «Certo che sì, – risponde – approfittando del momento difficile anche per registrare meglio le nostre vite. Per essere migliori». Ripartire da dove? «Dalla cultura!». Lo ha dimostrato con i fatti. Anzi, con le Parole della Montagna, di cui è direttore artistico sua moglie Simonetta Paradisi, avvocato. Non il solito contenitore per contenuti già sperimentati in televisione. Un po’ anche sì, perché se no i finanziamenti pubblici non si trovano. Ma, soprattutto, come possibilità di far zampillare quello che di specifico Smerillo e l’area circostante contengono e rinserrano a volte troppo gelosamente. Dire cultura però non basta. Occorre che si formi un mosaico. Tante tessere che formino un unico puzzle. Quali? «I Cammini ad esempio. L’andare a piedi per colline e montagne; ce ne sono tanti di sentieri, vanno riscoperti, segnalati promozionati. C’è la nostra cucina. C’è poi l’ippovia che è già stata sperimentata da una privata associazione». E qui viene fuori l’amministratore-politico attento: non colui che pensa a tavolino e cerca di imporre il suo progetto, ma colui che si rende conto di quanto nasce dal basso e lo sostiene, lo promoziona. Sembra cosa da poco, è invece la scriminante di una nuova, auspicabile, politica. «Però – spiega – occorre un quadro di unione». Che significa prendersi carico reciprocamente, non dimenticare niente e nessuno. Vallesi ha molto gradito, ad esempio, che nell’edizione 2019 della Cavalcata dell’Assunta, il comune di Fermo abbia chiamato anche Smerillo a partecipare. Unione!

Antonio Vallesi, sindaco di Smerillo

Tra i sindaci ci vorrebbe un coordinatore? «Certo che ci vorrebbe, – risponde – ma fuori dei giochi politici, delle alchimie: questo a me questo a te. Ancora difficile…».

Non ci sono botteghe alimentari a Smerillo. «Come fanno a sostenersi – replica – se vengono considerate da burocrazia e fisco quasi come un centro commerciale di piedivalle». Allora? «Snellire la burocrazia, aiutare, incentivare. Le botteghe fanno vivere i borghi». È dell’avviso che per la montagna debba esserci una legislazione particolare. Arrivo al punto della sanità. «Va bene l’ospedale grande di Fermo, ma occorrerebbe anche riaprire i piccoli ospedali trasformandoli in cliniche specializzate e dando incentivi consistenti ai sanitari». C’è un tema condiviso: la Dieta mediterranea. «È il cavallo di battaglia della nostra terra: un marchio fortissimo e identificante le Marche sud». È stato il primo a crederci dopo il dr Benedetti sindaco di Montegiorgio. Salendo verso Amandola, i segnali stradali di Smerillo dicono: Terra della Dieta mediterranea. Un brand per la ripresa? «Convintissimo»

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino,, Mercoledì 1 aprile 2020

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