Gente di Campo. I salumi di Savini

Petritoli. Via Papagnano, 41. Periferia. La collina si stende con dolcezza verso il fiume Aso. Cerco l’azienda agricola Savini. Una frase del titolare, riportata su fb, mi ha colpito. L’ha scritta Lev Tolstoj: «L’agricoltura indica cos’è più e cos’è meno necessario. Essa guida razionalmente la vita. Bisogna toccare la terra».

Ed ecco i Savini: «la casa del buon cibo marchigiano» che è comunque tricolore, come nel logo.

Parlo con Federico, ha 25 anni, è laureato in management e marketing, facoltà di Economia a Bologna. In effetti – e così si spiega la passione per i grandi scrittori – voleva iscriversi a Lettere e Filosofia. Poi, ha deciso altrimenti. Dall’università è tornato nel 2016. Si è rimboccato le maniche ed è entrato nell’azienda di famiglia. Quella costruita da nonno Paolo nel 1965. Lui era allevatore di bovini, torelli soprattutto: carne nostra, marchigiana, e di suini. Aveva costruito la porcilaia che ancora resiste, anche se da poco sono iniziati i lavori per una nuova struttura.

Nicola, invece, è il babbo di Federico. E gestiva una macelleria a Belmonte Piceno. Sono gli anni 1987-2003. Carne ma anche insaccati. Sul bancone, salumi e prosciutti.

Nonno Paolo muore nel 2004. Suo figlio Nicola subentra in azienda, ristruttura il laboratorio, punta deciso sulla produzione di salumi e sulla vendita all’ingrosso. I clienti però arrivano direttamente a casa. Chiedono. La realtà s’impone e i Savini aprono il punto vendita domestico. Successivamente è la volta di Federico, come scritto. Azienda di famiglia dunque, che vede impegnati anche mamma Sabrina e Michele, fratello di Federico.

80 capi suini e 14 ettari di campagna dove si produce mais, favino, grano tenero. Risorse alimentari per i propri maiali.

«Nostro desiderio – dice Federico – è portare sulle tavole dei clienti che ci vengono a trovare in negozio un prodotto anzitutto sano, buono e fedele al “come si faceva una volta”. Siamo artigiani, che si adoperano con passione, al servizio del cliente che sa riconoscere il buon cibo». Quale? Prosciutto, lonza, lonzino stagionato, lonzino del contadino, salame classico lardellato e piccante, savinello, fegatino, pancetta e guanciale.

In occasione di Tipicità 2019, l’azienda petritolese ha presentato il salame da passeggio. Un cartoccio con piccoli pezzi di salame e pane, da infilzare con uno stecco di legno. Geniale.

I salumi Savini sono venduti, oltre che nei locali di via Papagnano, nei mercati di Fermo e Sant’Elpidio a Mare sotto le bandiere di Coldiretti-Campagna amica, in diverse macellerie di Fermo, Civitanova Marche e Macerata, e in alcuni bistrot e boutique del gusto del fermano-maceratese.

A Bologna, Federico ha imparato molto sui banchi della facoltà, ma anche girando per botteghe tipiche. Ha un buon giudizio dei suoi docenti. Alcuni gli sono stati consiglieri nell’attività agricolo-alimentare.

«Sono soddisfatto del mio lavoro. Vivo tra colline stupende e offro qualità alla clientela». I suoi maiali vivono bene. E i prodotti che la famiglia Savini ne ricava ne sono la conseguenza.

Aveva proprio ragione Tolstoj.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 7 giugno 2019

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