Poche forze, tanti aumenti, leggi confuse. I problemi nell’edilizia

Poche forze, molti vincoli, troppa fretta!

Parlare con gli architetti, in questo periodo, è difficile. Il lavoro li sovrasta: bonus, super bonus, interventi post sisma.

Caterina Traini è una di questi. Ha uno studio a Montegiorgio con suo marito Marco Scalella, architetto anche lui. «Siamo oberati, e non riusciamo a trovare giovani che possano aiutarci. Siamo anche disponibili ad accordarci su un orario flessibile». Gli impegni sono tanti, a partire dalle pratiche burocratiche.

Per un altro verso, ma sempre nel campo edile, mesi fa raccogliemmo gli appelli dell’ANCE e della Cassa Edile Ascoli-Fermo: mancano geometri, dissero, mancano architetti, ingegneri, maestranze. Tante occasioni di impiego, a fronte di tanti problemi.

L’arch. Andrea Coscia, presidente Ordine della Provincia di Fermo

Quelli burocratici sono l’emergenza. La maggiore difficoltà è rappresentata dalla legge. «Ci troviamo di fronte a una legislazione che definirei incerta perché cambiata diverse volte». Lo sostiene Andrea Coscia, presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Fermo. «C’è stata sì una esplosione del lavoro ma contemporaneamente l’allungarsi delle pratiche burocratiche dovute, oltre che alla mancanza nei comuni di personale per le verifiche, anche alla poca chiarezza legislativa. Così siamo di fronte a una valanga, anzi, a uno tsunami di richieste di accesso agli atti. A fronte di tempi stretti nella realizzazione delle opere». Una morsa. Coscia fa una caso: «Dal 2020 ad ottobre 2021, ho una stampa di 1200 pagine di “interpelli” solo per l’Agenzia delle Entrate, richieste cioè di chiarimenti». Un allungamento di tempi nelle risposte che determina ricadute economiche pesantissime per le aziende ma anche per gli stessi professionisti. Non si avanti, ci si blocca.

Le imprese incontrano difficoltà nel reperimento dei materiali e forti aumenti: il costo del ferro, ad esempio, è lievitato quasi del 100 per cento. «Ci sono azienda – spiega il Presidente – che stanno rinunciando a lavorare, preferiscono pagare le penali dei contratti, così rimettono meno soldi». I professionisti investono lavoro intellettuale e fisico. Nell’incertezza.

Che fare? «Prima di legiferare sarebbe importante un confronto con chi sta sul campo, con chi conosce i problemi e i loro risvolti. Debbono sentirci!». Professionisti e imprese hanno il polso. «Sabato scorso, l’Ordine di Macerata ha incontrato i Comitati dei paesi terremotati. Ha registrato tutte le loro difficoltà. Possono contribuire a redigere normative più adeguate». Coscia sintetizza con una massima di Linus: «Il problema di fondo è che non si conosce il problema di fondo».

Adolfo Leoni, mercoledì 9 febbraio 2022

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