Gente di Campo. Alberta Ivano e la Suavia

Mettete insieme una bella campagna, una stalla, un allevamento di bovini, una macelleria e un locale di ristorazione. Ne viene fuori l’Azienda Suavia Picena di Spreca Ivano e Sollini Alberta, in via Storno, 14, a Fermo, lungo la Valdete

Detta così, sembra essere stata una cosa semplice e immediata. Per niente.

Le cose si sono sviluppate, hanno preso volto un poco alla volta, come è caratteristica dei nostri agricoltori/allevatori: piano piano, con determinazione, con l’intelligenza di chi è abituato a vedere i cicli della natura e quindi a non aver fretta.

La storia. Ivano nasce a Monterubbiano 63 anni fa. I suoi genitori: Lea e Stefano, sono piccoli proprietari. Ivano studia al liceo scientifico di Fermo e lavora contemporaneamente nel terreno di casa. Sua madre si ammala, lui lascia il liceo. Nel frattempo, la famiglia ha acquistato un altro terreno: ci sono ortaggi da coltivare, bovini da accudire, scrofe da curare. La campagna lo attira ma anche gli studi. Si diploma alle Magistrali e si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza. L’attrazione però resta più forte per l’agricoltura e l’allevamento. Un’altra attrazione gli cambia la vita. L’incontro con Alberta, che è analista presso uno studio di Fermo. Si sposano. Il padre di lei, Elio e sua madre Emma possiedono dei terreni intorno alla Valdete. Anche Alberta ha una vocazione per la terra. Inizia la sfida. La coppia punta sull’allevamento della razza bianca marchigiana. Solo quella marchigiana! Quel tipo di bovino cioè che sembra scomparso. Invece, no.

Oggi Ivano possiede 55 capi, di cui 20 fattrici. Nei terreni irrigui vicino al fiume, coltiva mais, orzo, e produce farine semplici. La macinatura è sempre di giornata, «così la carne ha un altro sapore» e i suoi animali hanno di che mangiare sano. Il momento di maggior floridezza è stato ai tempi della cosiddetta mucca pazza. Il caso eplode sul finire degli anni Ottanta. «Noi non abbiamo avuto alcun problema e le richieste di carne sono aumentate», spiega Ivano.

Passo successivo dell’azienda è quello di aprire una macelleria. E questo accade nel 2005. La clientela non manca e non manca neppure la soddisfazione.

Ora scende in campo anche Alessandra, figlia della coppia. Lei fa due più due: se c’è l’allevamento, se c’è la macelleria, perché non pensare alle degustazioni? I genitori capiscono: è tempo di fare un altro passo.

Nel 2008 viene aperto il locale di degustazione. È piccolo: una sola stanza.

La gente però gradisce: la carne è buona. I vini e i formaggi arrivano dalle aziende prossime che vengono scelte in base alla qualità.

Dalla sala di degustazione si passa a quella vera e propria di ristorazione: più grande, cucina di casa, tavoli e sedie in legno, stufe originali. Un agriturismo nel senso più calzante del termine, un locale con massimo trenta posti. I commenti su tripadvisor non lasciano dubbi: «Locale intimo, personale disponibile, e carne ottima», «La carne migliore in assoluto e ottima la selezione dei vini», «Tartar e carpaccio eccellenti».

Alberta è proprio una gran cuoca. E Ivano un grande allevatore.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino,Venerdì, 15 marzo 2019

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