Cammino la Terra di Marca. A Mogliano un parco dedicato ai Fioretti di san Francesco. E una serie di cammini

Suggestiva la copertina; buona la carta; eccellente il contenuto. Il libro è I Fioretti di san Francesco, traduzione di Filippo Sedda tratta dagli Actus beati Francisci et sociorum eius, il racconto completo delle storie del Santo e dei suoi amici. Lo scrisse in latino fra Ugolino Boniscambi da Santa Maria in Georgio, cioè Montegiorgio.

Fra Roberto Brunelli, motore e coordinatore dell’iniziativa, ha voluto realizzare l’opera chiamando a raccolta studiosi di qualità. La metterà in distribuzione la domenica di Pasqua.

Fra Roberto è un frate della comunità francescana conventuale con parrocchia a Mogliano, a poca distanza da quello che fu il convento di Santa Colomba.

La traduzione dall’originale è capace di ulteriore illuminazione sul santo d’Assisi, sul movimento francescano e su alcuni passaggi storici, facendoci incontrare i tanti beati e semplici frati che hanno costellato la nostra Terra di Marca.

Se fra Ugolino operò a Montegiorgio, la stesura dell’opera fu sicuramente effettuata al convento di Sarnano, e probabilmente anche a Mogliano dove il frate certamente abitò insieme a fra Giovanni della Verna, come precisa padre Gabriele Andreozzi che lancia un progetto riguardante il convento di Santa Colomba: la realizzazione di «un parco intestato ai Fioretti, una biblioteca specializzata e una mostra permanente sul tema, in un rifugio per chi vuol vivere da eremita qualche giorno della sua vita, per sfuggire alla dissipazione imperante dovunque». Un luogo di studi e meditazione. E poi, perché non anche i cammini seguendo quella «geografia dei Fioretti», di cui scrive lo storico Arnaldo Sancricca, «che si estende da Ancona ad Offida, dal monte Sanvicino a Sirolo». E che così dettaglia: «A poco più di sette chilometri da Mogliano abbiamo sul monte Stalio il convento e la selva di Massa Fermana, dove per un certo tempo visse Giovanni della Verna. A cinque chilometri da Mogliano, ma sul versante opposto, abbiamo l’abitato di Gabbiano, un’enclave del comune di Fermo, compresa tra Mogliano, Francavilla d’Ete e Montegiorgio, dove frate Ugolino Boniscambi, il 18 marzo 1319, fu presente come testimone in un trattato di pace stipulato tra i Signori di Massa e il comune di Amandola. Ed ancora: a sette chilometri da Mogliano, nel locus Lauri, nel convento di Loro Piceno, trasferito all’interno delle mura per volere dei Da Mogliano, indicativamente nella prima metà del XIV secolo, frate Ugolino trascorse gli ultimissimi anni della sua vita, molto probabilmente come guardiano…». Un cammino, un itinerario spirituale, e non solo.

Adolfo Leoni, domenica 21 marzo 2021

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