Minori… per modo di dire. Maria Bertola: judo, lotta libera e sumo. E Cavalcata dell’Assunta

Potrebbe essere un articolo di sole medaglie. Ma dietro, sopra, sotto lo sport c’è una persona che non è solo… sportiva. Ecco, allora, l’intento che cuce l’uno e l’altro aspetto. Maria Bertola ha 33 anni, sposata con Christian, vive a Capodarco, lavora come operatrice socio-assistenziale in una cooperativa che ha rapporti con il comune di Porto San Giorgio. Maria ha una grande passione: la Cavalcata dell’Assunta dove ha un ruolo importante nella contrada Castello di cui è stata dama nel 2018, quello di cerimoniera che è un po’ la coordinatrice di cortei e sfilate. Per l’incarico che ha, deve farsi sentire, rispettare ed essere convincente. Ma per questo non ha problemi, anche perché chi la conosce con lei non scherza. Ovviamente, siamo noi ora a scherzarci su. Comunque, Maria, oltre all’arguzia, è istruttrice di judo e campionessa, immaginate un po’, di sumo. A luglio 2018 è arrivata settima ai Mondiali di Taiwan. Quest’anno, stesso mese, a Tortosa in Spagna, si è portata a casa mezzo medagliere: ha ottenuto, nel judo, di cui era capitano della compagine tricolore, due medaglie d’argento, una nei combattimenti individuali, un’altra in quelli a squadre. Non basta. Potendo partecipare alla sfida, sempre spagnola, di beach wrestling, lo ha fatto mettendo tutte al tappeto e guadagnando l’oro per l’Italia. Insomma, è sempre sul podio. E quando non lo è istruisce – ma in questo caso è meglio usare il termine: educa – i suoi allievi, se li tiene vicini, e molti li avvicina alle contrade.

Ha studiato al Liceo scientifico di Fermo per poi iscriversi alla Facoltà di Scienze Motorie a Bologna.

Aveva 11 anni quando ha iniziato a praticare il judo. Più grande, è entrata a far parte della Dojo équipe Bologna diretta dal maestro Paolo Natale, originario di Fermo.

Maria aveva 23 anni quando Natale ha scommesso su di lei. «Vedrete che questa ragazza – diceva – si farà onore anche nella lotta libera». E così è stato. Nel 2003 ha ottenuto il bronzo ai campionati italiani, poi ha agguantato il titolo assoluto nel 2011 a Roma. Successivamente ha partecipato, sempre vincitrice, a tre campionati universitari. In Austria, a Klippan, è stata insignita della medaglia d’argento.

L’atleta Maria Bertola

Fermo un attimo l’elencazione per tornare a lei, come persona oltre l’atleta. Non ha nessuna reticenza a proclamare la sua profonda fede. Fa parte del Cammino Neo-Catecumenale. «Aver fede è un grande stimolo. È importante anche nello sport. Rende il senso delle cose, la loro bontà. Tutto è dono». Anche dalle sconfitte si può trarre qualcosa di positivo.

Le chiedo del tempo libero. «E chi ce l’ha!». Quando non lavora come operatrice socio-assistenziale si allena, e quando non si allena se ne sta con i suoi ragazzi. «Passo molto del mio poco tempo libero con loro».

Torniamo allo sport. Con Renato Della Casa ha aperto tempo addietro a Porto San Giorgio l’Associazione dilettantistica Judo, che lei insegna.

Maria è versatile. Passa, come abbiamo visto, dal judo alla lotta libera al sumo. Per quest’ultima disciplina ringrazia il suo maestro Franco Giuliani che la convocò per il Mondiale 2015 ad Osaka. In Giappone arrivò settima. Un bel piazzamento comunque.

Lo sport le ha consentito di girare il mondo: dalla Mongolia a Taipei, senza parlare dell’Europa. E ora? «Ora c’è la Cavalcata dell’Assunta». Non se la perderebbe per nessuna medaglia al mondo.

di Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 27 luglio 2019

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